Carissimo/a,
Ogni anno approfitto di questo spazio per buttar giù qualche riflessione da condividere con quanti hanno il piacere di farlo. Non voglio dilungarmi per non sottrarTi troppo tempo, e dunque andrò al cuore della questione. Ecco, mi piacerebbe che questo nuovo anno portasse una ventata di novità a questa nostra Città ed in generale a questa nostra Nazione. Abbiamo assistito, soprattutto nel 2011, ad un impoverimento della Politica che è colpa da una parte di chi la fa, dall’altra di chi, con mille idee e buoni propositi, non la fa. E’ proprio a questi ultimi che, da ragazzo che da quando aveva 17 anni frequenta una sezione di partito, mi appello chiedendo loro di impegnarsi. Chi è onesto, capace, coraggioso, straordinariamente innamorato di questa Città e di questo nostro Paese, si faccia avanti. E’ ora che chi ha idee si faccia avanti e duelli con quanti, vecchi o giovani che siano e che occupino posti elettivi o meno, sono lì ad aspettare l’incarico, il contentino, il posticino, pur non avendo alcun amore per la Politica, per la propria Terra e per la propria Gente. E’ ora di costruire una nuova generazione di amministratori che sia accomunata da un obiettivo: ridare speranza soprattutto alle giovani generazioni. Bisogna, insieme, costruire un sogno e raggiungerlo. E’ ora di imbracciare i fucili carichi di idee e sparare contro chi, in questi anni, per meri interessi personali, per interessi economici, per dinamiche squallide, ha tolto le ali a questa Città, a questo Territorio, a questa generazione. Dobbiamo ricostruire quelle ali e cominciare a volare alto. Questa Città deve cominciare a sperare e ad investire su quelle generazioni che hanno e che sentono dentro di loro il coraggio di lavorare per la Comunità. Sono stato duro, personalmente, in questo ultimo anno, nel dare giudizi, apertamente e sulla Stampa, a personaggi che hanno ormai “fatto la muffa”, come si suol dire. E continuerò a farlo. Nel frattempo, col nostro bagaglio di esperienza, con la nostra passione, anche con la nostra sfacciataggine, dobbiamo confrontarci con loro e metterli KO sul piano programmatico. Abbiamo parlato di cambiamento, ora dobbiamo cominciare a farlo. Non mi dilungo, non voglio essere prolisso. Credo di essere stato chiaro. Non mi resta, quindi, che augurare a Te un Santo Natale che sia, non solo per via della crisi economica, meno commerciale e più Cristiano. Non dimentichiamoci chi è il vero festeggiato. E che questo 2012, oltre che essere ricco di propositi, sia anche, per tutti noi, un anno in cui cominciare a raggiungere gli obiettivi sperati.
Un abbraccio
Marco di Michele Marisi
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