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venerdì 6 gennaio 2012

VASTO CHIEDE SICUREZZA

Troppi furti, scippi, rapine, danneggiamenti e risse

VASTO. Sotto il punto di vista della sicurezza, l’anno che ci ha appena lasciati, non è stato certo dei migliori per Vasto. Furti, scippi, rapine, danneggiamenti, risse, atti di bullismo, sono stati quasi all’ordine del giorno, soprattutto a fine anno, in una città che negli ultimi decenni è cresciuta in maniera importante, e se vogliamo anche troppo velocemente e disordinatamente. Il Piano regolatore generale che ha fatto sì che a Vasto ci fosse un boom edilizio, creando un circuito economico non da poco e riattivando anche l’economia di quello che era un paese, ha senza dubbio avuto anche le sue pecche. I pochi controlli dei traffici di denaro ma anche le poche opere pubbliche rispetto a palazzi e palazzoni che a volte hanno delle distanze irrisorie tra di loro, non ha certo consentito una crescita armoniosa del tessuto urbanistico e della stessa Comunità intesa come insieme di culture, origini. In una città che cresce come numero di abitazioni e dunque come numero di abitanti, non possono non crescere i problemi. Quello della sicurezza è certamente uno tra i più sentiti. E se la città cresce ed i problemi legati alla sicurezza anche, dall’altra parte l’organico delle Forze dell’Ordine è rimasto pressoché invariato: pochi uomini, pochi mezzi. E la difficoltà di tenere sotto controllo un territorio come quello della nostra città che è vastissimo, se pensiamo che comincia dal casello Casalbordino - Vasto nord e finisce al Villaggio Siv, passando per l’Incoronata, Pagliarelli, San Lorenzo, il quartiere San Paolo, Vasto Marina e tutte le altre contrade, ci accorgiamo di quanto sia poco semplice avere la città sotto controllo. Una soluzione, però, va trovata. Sia per tamponare l’emergenza furti e rapine, sia, però, per sradicare il problema alla radice, scusatemi il gioco di parole. Si parla di telecamere, le quali, però, non possono essere installate, per motivi di costo, evidentemente, su tutto il territorio di Vasto. I ‘volontari per la sicurezza’, ad esempio, possono essere una buona strada per pattugliare il territorio, fungere da deterrente ed avere un filo diretto con le Forze dell’Ordine. Anche i cittadini, perché no, si devono sentire partecipi di un miglioramento della vita loro e degli altri concittadini, e la collaborazione in questo campo può rappresentare un buon modo per occupare pensionati e volenterosi. Ma poi, il problema, deve essere risolto alla radice. Furti, scippi, rapine, risse, sono il frutto di un disagio economico, sociale inquadrabile certamente in un momento di difficoltà internazionale ma anche in un contesto tutto locale. Quanto personale operaio, ad esempio, impiegato nel periodo di boom dell’edilizia ora, finite le costruzioni, è a spasso? Tanto se pensiamo alla molta manodopera straniera utilizzata e che ora è senza lavoro. Quali e quante sono le opportunità lavorative e di svago che questa città offre ai giovani che diversamente troppo spesso si divertono a distruggere panchine, vetrate e secchi dell’immondizia? Il problema, dunque, è più importante e complesso di quanto si possa pensare. E far finta che tutto ciò non esista, non fa altro che aggravare la situazione e porre le basi per una città ed un territorio che finiranno per diventare la capitale adriatica della delinquenza. Speriamo, dunque, che il nuovo anno risvegli le coscienze degli Amministratori locali che dovrebbero impegnarsi affinché questa nostra città diventi più sicura, più florida, più socialmente vicina agli sfortunati, più straordinariamente dinamica, più culturalmente elevata. Vasto, insomma, merita di più. Molto di più.

Marco di Michele Marisi

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